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Politica di approvvigionamento e trading

Il 2008 è stato l’anno in cui la crisi immobiliare si è tradotta, con lo scoppio della bolla sui mutui subprime, in una vera e propria crisi finanziaria che ha prodotto i suoi effetti prima sul sistema finanziario e successivamente anche su quello economico.

Nel mese di settembre il quadro economico è mutato in maniera drastica anche a causa dello shock sulle commodities e del crollo della fiducia nei mercati finanziari dopo il fallimento della Lehman: le principali economie europee, e tra queste anche quella italiana, sono entrate tecnicamente in recessione, registrando negli ultimi due trimestri dell’anno tassi di crescita negativi e risentendo soprattutto della penalizzazione degli investimenti, consumi ed esportazioni nette.

In area euro le attese sono per la continuazione della fase recessiva la cui inversione potrebbe verosimilmente verificarsi nel 2010.

Sul fronte valutario, il 2008 ha evidenziato una prima parte dell’anno caratterizzata da un marcato deprezzamento nominale del dollaro vs. euro, parallelamente anche al forte rialzo del prezzo delle materie prime, in particolare del greggio. Successivamente si è sviluppato un marcato processo di apprezzamento della valuta Usa anche per la percezione di un rapido ridimensionamento del differenziale dei tassi, nel momento in cui anche la Banca centrale europea (Bce) ha iniziato ad implementare tagli del tasso di riferimento.

La prima parte del 2009 potrebbe essere interessata da un tendenziale apprezzamento del dollaro in conseguenza delle difficoltà che potrebbero emergere tra i governi dell’area euro ad individuare efficaci politiche comuni. Nella seconda parte dell’anno si potrebbe invece assistere alla ripresa del trend di deprezzamento della moneta Usa come conseguenza del peggioramento dei conti pubblici negli Stati Uniti.

Sul fronte tassi di mercato, così come la Federal Reserve (Fed) ha proceduto a ridurre il tasso di riferimento (dal 4,25% di inizio anno all’attuale 0-0,25%) moltiplicando le diverse modalità di iniezione della liquidità nel sistema, anche la Bce ha provveduto a tagliare il tasso di riferimento portandolo nel mese di dicembre a 2,5% mentre i vari governi dell’area euro hanno varato diverse misure a sostegno del sistema bancario e dell’economia, come l’introduzione di garanzie governative sui depositi e sulle emissioni bancarie, nonché finanziamenti atti a stimolare gli investimenti nelle infrastrutture, nel settore dell’energia pulita e delle piccole e medie imprese.

L’attesa è per la prosecuzione del trend dei tassi calante anche nel 2009 e ulteriori tagli da parte della Bce sono previsti nel primo trimestre.

Relativamente alla situazione economica italiana, sta  risentendo pesantemente della crisi internazionale. Benché in Italia la crisi immobiliare abbia avuto un impatto minore rispetto a paesi come UK e Usa, la congiuntura economica ha comunque causato una contrazione del prodotto interno lordo (Pil): si stima una decrescita dello 0.5% nel 2008 e le previsioni per il 2009 registrano una nuova contrazione al -1.8%.

L’inflazione, come nel resto della eurozona, ha registrato un aumento nel primo semestre dell’anno per poi decrescere; l’inflazione media annuale è valutata al 3.4% nel 2008, in aumento rispetto a quella del 2007 (1.8%).

 
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