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Politica finanziaria e rating

Nonostante la nota attuale difficile situazione finanziaria, il Gruppo è riuscito nel corso del 2008 sia a contenere il sensibile generale aumento delle costo del denaro, sia a non subire impatti dalla generale riduzione della liquidità. Infatti, a fronte di una consistente riduzione dei tassi di riferimento a breve - ma non di quelli a medio termine - abbiamo assistito ad un larghissimo aumento degli spread, che hanno portato quasi a raddoppiare il costo del denaro per le imprese, cosi come ad una riduzione della liquidità disponibile sul mercato finanziario.

Tale obiettivo è stato ottenuto principalmente grazie ad alcune operazioni finanziarie strutturate completate prima del manifestarsi dell’attuale crisi finanziaria, che hanno permesso di mantenere una struttura finanziaria molto solida e competitiva ed evitato la necessità di rivolgersi obbligatoriamente al mercato per finanziare debito in scadenza.

Gli obiettivi di politica finanziaria che l’Azienda già si era posta nei precedenti esercizi sono rimasti i seguenti:

  1. Rischio Tasso: definizione ed applicazione di una strategia di copertura del rischio tasso di interesse precisa e coerente con una conseguente copertura totale a tasso fisso del debito a lungo termine ed in totale compatibilità con i principi italiani di riferimento.
  2. Qualità del debito: consolidamento del debito a breve termine a favore della porzione a lungo termine.
  3. Linee di credito: ottenere ampi spazi su linee di credito sia uncommitted che committed, al fine di garantire liquidità sufficiente per coprire ogni impegno finanziario almeno dei prossimi due anni.
  4. Oneri finanziari: riduzione del costo del denaro.

In quest’ottica, nel corso del 2008, è stato realizzato quanto segue:

  1.  Rischio Tasso: Tutti le operazioni di copertura del rischio di tasso di interesse in essere risultano perfettamente aderenti al debito sottostante ed in accordo con i principi IAS/IFRS. Le operazioni di lungo termine emesse a tasso variabile sono state contestualmente coperte a tasso fisso.
  2. Qualità del debito:  Nell’anno 2008 è stata realizzata principalmente la seguente operazione di re-financing al fine di mantenere la porzione di debito a lungo termine oltre il 90% del totale, allo stesso costo medio dell’anno precedente.
    Si tratta di un’emissione obbligazionaria definita “Puttable, Callable, Resettable Bond” concertata dal Gruppo insieme a Banca IMI, BNP Paribas e The Royal Bank of Scotland da 200 milioni di euro, incrementabile a 250 milioni di Euro, con scadenza nell’anno 2031. Per i primi 3 anni, dal 25 Settembre 2008, il Bond non sarà rimborsabile e sarà regolato con cedola trimestrale a tasso fisso del 4.20% p.a., pari all’Euribor 3 mesi del momento dell’emissione ridotto di 90 BPS, circa. Alla scadenza del terzo anno, nel caso in cui non venisse rimborsato alla pari, l’importo del Bond verrà aumentato ad Euro 250 milioni e pagherà un tasso fisso del 4.65% (pari all’ IRS a 20 anni al momento dell’emissione ridotto di circa 30 bps), maggiorato del credit spread fissato con periodicità quinquennale, salvo rimborso alla pari alle stesse date.

    Anche questa operazione è stata studiata in modo da aderire perfettamente alle esigenze del Gruppo ed ottenere nel contempo costi particolarmente competitivi sia nel breve, sia nel lungo periodo senza esporre l’Azienda ad alee; non sono inoltre previsti covenants finanziari tranne quello del limite del corporate rating da parte di anche una sola Agenzia di Rating al di sotto del livello di “Investment Grade” (BBB-).

    Come noto, il Gruppo ha in essere altre quattro emissioni obbligazionarie del tipo “puttable” emesse nel precedente esercizio, per un totale di Euro 300 milioni. Nessuna delle varie scadenze di tutte le emissioni in essere presentano scadenze concomitanti.

    Non si ritiene infine che il potenziale rischio implicito di rifinanziamento,  in caso di esercizio dell’opzione put da parte dei finanziatori, possa considerarsi tale in quanto (i) i finanziamenti in argomento possono essere considerati analoghi a finanziamenti a 3 o 5 anni con rimborso bullet, (ii) in ogni caso le relative scadenze, come già sopra espresso, non sono concomitanti, ma diversificate nel tempo, (iii) il Business Plan approvato dal CdA non evidenzia un peggioramento del proprio credito e, pertanto, difficoltà ad accedere al mercato dei capitali nei prossimi anni e, (iv) Hera SpA ha a disposizione delle linee di credito di back-up, irrevocabili ed interamente disponibili, per Euro 350 milioni al fine di poter comunque affrontare potenziali scadenze. Peraltro, tali linee sono alla data di redazione della presente relazione in corso di aumento fino ad un totale di circa Euro 500 milioni e valide per ulteriori 3 anni.
  3. Linee di credito. Le linee di credito e la relativa attività finanziaria non sono concentrate su nessun finanziatore specifico ma distribuite omogeneamente fra i principali Istituti Bancari Italiani ed Internazionali con un utilizzo largamente inferiore al totale disponibile.
  4. Oneri finanziari: nonostante il sopra citato rilevante aumento degli spread, Hera è riuscita a mantenere il costo del denaro ad un livello medio globale del 4,3% e quindi ben al di sotto quindi di quello di mercato.

Si rammenta che Hera S.p.A. ha in essere un Bond da 500 milioni di Euro con un coupon a tasso fisso del 4,125%, con scadenza  Febbraio 2016.

Hera S.p.A. mantiene i Rating sul lungo termine di Moody’s “A1 stabile” e di Standard & Poor’s “A negative”; è’ intenzione del Gruppo continuare ad impegnarsi al fine di mantenere in futuro questi livelli di rating di elevato outstanding.

 

 
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